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La resistenza al fuoco delle strutture di un edificio è contemplata nel D.M. 14/01/2008 “Norme tecniche per le costruzioni” che al cap. 3.6.1 definisce l’incendio come un’azione eccezionale. Per valutare gli effetti di tale azione,  le norme tecniche indicano di utilizzare nelle analisi la combinazione di carico eccezionale. Le stesse norme individuano nella tabella 3.5.IV. le prestazioni, suddivise in termini di livello,  richieste alle strutture di una costruzione.

Tabella 3.5.IV – Livelli di prestazione in caso di incendi

Livello I  Nessun requisito specifico di resistenza al fuoco dove le conseguenze del     collasso delle strutture siano accettabili o dove il rischio di incendio sia trascurabile;

Livello II
Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco delle strutture per un periodo sufficiente a garantire l’evacuazione degli occupanti in luogo sicuro all’esterno della costruzione;

Livello III
Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco delle strutture per un periodo congruo con la gestione dell’emergenza;

Livello IV
Requisiti di resistenza al fuoco delle strutture per garantire, dopo la fine dell’incendio, un limitatodanneggiamento delle strutture stesse;

Livello V
Requisiti di resistenza al fuoco delle strutture per garantire, dopo la fine dell’incendio, il mantenimento della totale funzionalità delle strutture stesse.

 

“I livelli di prestazione comportano classi di resistenza al fuoco, stabilite per i diversi tipi di costruzioni. In particolare, per le costruzioni nelle quali si svolgono attività soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ovvero disciplinate da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi, i livelli di prestazione e le connesse classi di resistenza al fuoco sono stabiliti dalle disposizioni emanate dal Ministero dell’Interno ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 29 luglio 1982, n. 577 e successive modificazioni e integrazioni.”

Volendo quindi semplificare e riassumere le situazioni più frequenti, le prestazioni richieste alle strutture sono indicate come prescrizione nelle normative “verticali” specifiche per attività (autorimesse, scuole, ospedali, attività commerciali etc.). Ove l’attività non fosse normata da specifica normativa, in genere, le prestazioni richieste, vengono dedotte dalla pratica di prevenzione incendi presentata al competente comando dei VV.F..

Definita, quindi, la prestazione richiesta, si dovranno eseguire le opportune valutazioni e/o interventi atti a dimostrare il rispetto di tale richiesta e, nel caso in cui l’edificio fosse soggetto a controllo di prevenzione incendi, in seguito alla presentazione del progetto (attività B e C) o contestualmente alla presentazione del progetto (attività A) dovrà esser presentato al competente comando dei VV.F., sottoscritto da tecnico iscritto negli elenchi previsti dalla legge 818/1984, modello CERT.REI.

Il modello CERT.REI è la certificazione di resistenza al fuoco delle strutture indicate nello stesso. Chi sottoscrive il modello certifica anche la corretta posa degli elementi e di eventuali protettivi utilizzati; infatti nello stesso viene riportata la seguente frase :

“il sottoscritto……nell’ambito delle competenze tecniche della propria qualifica professionale, dopo avere eseguito i necessari sopralluoghi e verifiche atti ad accertare le caratteristichetecniche di prodotti/elementi costruttivi presenti presso l’attività:

……………….

CERTIFICA LA RESISTENZA AL FUOCO

dei prodotti/elementi costruttivi portanti (principali e secondari) e/o separanti riscontrati in opera, nel seguito specificati, e per essi attesta che la resistenza al fuoco si estende anche alle loro unioni, ai rispettivi dettagli e particolari costruttivi.

…………………..

Il sottoscritto dichiara che la presente certificazione si basa sulle reali caratteristiche riscontrate in opera e relative a:

– numero e posizione – geometria – materiali costitutivi

– condizioni di incendio – condizioni di carico e di vincolo – caratteristiche e modalità di posa di eventuali protettivi

……………………”

Chi sottoscrive il CERT.REI-2008, può comunque raccogliere i certificati di corretta posa, redatti da chi ha effettivamente posato l’elemento da certificare, come documento comprovante la corretta posa; inoltre potrà raccogliere e indicare nel CERT.REI, certificati e/o relazioni di calcolo redatte da altri professionisti.

Si può quindi comprendere come il CERT.REI “carichi” di numerose responsabilità il suo sottoscrittore, responsabilità che, soprattutto in assenza di dichiarazioni di corretta posa, possono essere sostenute solo tramite un’effettiva direzione lavori da parte dello stesso o dall’esecuzione di valutazioni/prove in situ.