Strutture in C.A.

La valutazione di resistenza al fuoco di strutture in C.A., si può realizzare seguendo 3 diversi approcci/metodi:

1) Metodo tabellare: per la valutazione si utilizzano le tabelle contenute nel’allegato al D.M. 16/02/2007 “Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione”.

TRAVI-1

Tabella per travi in C.A.

Tabella per travi in C.A.

Tabella per solette in C.A.

Tabella per solette in C.A.

Tabella per pilastri in C.A.

Tabella per pilastri in C.A.

Tabella per pareti in C.A.

Tabella per pareti in C.A.

Per le opere che hanno ottenuto un parere di conformità antincendio favorevole prima del 25/09/2007, per la classificazione, saranno utilizzabili anche le tabelle contenute nella circolare 91 del 1961;

2) Metodo sperimentale: per la valutazione si fa riferimento a delle prove sperimentali su un campione di prova. In funzione dell’esito delle prove viene prodotto, dal laboratorio che le ha eseguite, un “certificato”, il quale riporta le caratteristiche di resistenza al fuoco del campione analizzato. Nel caso in cui le prove siano state eseguite secondo la circolare 91, il “certificato” prende il nome di rapporto di prova, mentre se eseguite secondo i test EN prende il nome di rapporto di classificazione. Il 25/09/2012 tutti i certificati realizzati secondo la circ. 91 sono scaduti e non potranno più esser utilizzati se il progetto è stato presentato al competente comando dei vigili del fuoco in data successiva  al 25/09/2012.

Esempio 1° pag. rapporto di classificazione

Esempio 1° pag. rapporto di classificazione

Il rapporto di classificazione e quello di prova hanno anche una notevole differenza in termini di utilità per chi si trova poi a sottoscrivere il CERT.REI.: il rapporto di prova certifica una determinata resistenza dell’elemento di prova solo  nelle condizioni in cui si trovava l’elemento al momento della prova (stesse condizioni al contorno, stesse condizioni di vincolo, e , ad es. per le murature, stesse dimensioni in opera sia in altezza che in larghezza dell’elemento di prova), senza consentire il suo utilizzo in altre condizioni. I rapporti di classificazione, invece,  contengono il “campo di diretta applicazione” , che indica la validità del certificato anche per elementi differenti, entro certi limiti, per dimensioni e condizioni al contorno, rispetto all’elemento utilizzato per eseguire la prova sperimentale.

pag.1-rapporto prova

Esempio 1° pag. – rapporto prova

3) Metodo analitico: per la valutazione di resistenza al fuoco, un professionista iscritto nell’elenco del M.I., esegue una valutazione analitica secondo le indicazioni contenute negli Eurocodici. Fino alla pubblicazione degli annessi nazionali agli eurocodici, sarà permesso, secondo quanto riportato nell’allegato C4 del D.M. 16/02/2007, l’utilizzo delle norme UNI (nello specifico per le costruzioni in C.A.. della norma UNI 9502). Da settembre 2010 non saranno, però, più utilizzabili il prospetto n.2 della 9503:2007, il prospetto n.4 della 9502:2001 e le tabelle D7 del D.M. 16/02/2007 in quanto, la validità di suddetti prospetti/tabelle, relative alla valutazione di rivestiemnti protettivi, decadeva dopo 3 anni dalla pubblicazione del   D.M. 16/02/2007.

Gli eurocodici suddividono gli stessi metodi analitici  in “semplificati” e “avanzati”. I primi, tra i quali il più semplice e conusciuto è quello dell’isoterma 500°C, sono considerati idonei all’analisi si singole membrature mentre, nel caso in cui fosse indispensabile analizzare intere strutture, gli eurocodici, impongono l’utilizzo di metodi avanzati e la coseguente necessità di far ricorso a programmi di calcolo ad elementi finiti.